Rischio elettrico: definizione, normativa, effetti, obblighi del datore di lavoro

Il rischio elettrico è uno dei principali pericoli negli ambienti di lavoro e può causare infortuni anche gravi, come elettrocuzione, ustioni o incendi. La presenza di impianti elettrici e attrezzature alimentate rende questo rischio sempre presente, anche in attività apparentemente non pericolose. Per questo motivo, il datore di lavoro ha l'obbligo di effettuare una corretta valutazione del rischio elettrico e di garantire adeguate misure di prevenzione e protezione per tutti i lavoratori esposti. Per gestire correttamente questo rischio, la formazione rappresenta un tassello fondamentale: il nostro corso è pensato per supportare sia i datori di lavoro sia i lavoratori, offrendo conoscenze pratiche e normative indispensabili per operare in sicurezza.
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In questa guida analizzeremo nel dettaglio cos'è il rischio elettrico, quali sono i riferimenti normativi, gli effetti sul corpo umano e gli obblighi previsti per le aziende, con un approfondimento pratico sulla valutazione del rischio e sulle misure di prevenzione.

Cos'è il rischio elettrico e quando si verifica

Citando il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, il rischio elettrico "deriva dal contatto diretto o indiretto con parti attive di un impianto elettrico, così come dal rischio di incendio o esplosione collegato a impianti non adeguatamente mantenuti o utilizzati in modo improprio." Si tratta quindi di un potenziale pericolo che può compromettere la sicurezza dei lavoratori e che deve essere attentamente valutato in ogni contesto in cui sia presente energia elettrica. Quando si parla di lavoratori esposti questo rischio, è naturale pensare subito agli operatori elettrici, cioè tutte quelle figure che intervengono direttamente su impianti o apparecchiature elettriche come ad esempio:

  • elettricisti;
  • impiantisti;
  • installatori;
  • addetti alla manutenzione.

Tuttavia, il rischio elettrico sul lavoro riguarda anche lavoratori che operano in ambienti dove sono presenti impianti, quadri elettrici, macchinari alimentati o attrezzature collegate alla rete, anche senza intervenire direttamente su di essi. Ad esempio, è un rischio presente in uffici con apparecchiature informatiche, in magazzini con sistemi automatizzati o in ambienti produttivi con macchinari elettrici. Per questo motivo è un rischio spesso sottovalutato, ma in realtà trasversale a molti contesti aziendali.

Normativa sul Rischio Elettrico

La normativa sul rischio elettrico ha l'obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori attraverso regole precise sulla realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti elettrici, oltre che sull'organizzazione delle attività svolte in presenza di energia elettrica. I lavori elettrici e il relativo rischio furono disciplinati inizialmente dalla Legge n° 46 del 5 marzo 1990, successivamente abrogata e sostituita dal D.M. 37/08, che rappresenta ancora oggi un riferimento importante in materia di sicurezza degli impianti. A questi si affianca il D.Lgs. 81/08, che nel Testo Unico sulla Sicurezza definisce gli obblighi del datore di lavoro, i requisiti di sicurezza da garantire e le misure necessarie per proteggere i lavoratori dai pericoli di natura elettrica.

Un ulteriore riferimento fondamentale è la Norma CEI 11-27, che disciplina l'esecuzione dei lavori elettrici e fornisce indicazioni operative su ruoli, responsabilità, procedure e distanze di sicurezza. In particolare, questa norma ha introdotto o aggiornato aspetti importanti come:

  • la definizione delle figure responsabili dei lavori elettrici;
  • le modifiche alle definizioni di lavoro elettrico e lavoro non elettrico;
  • le istruzioni specifiche per le persone comuni che eseguono lavori non elettrici;
  • l'introduzione della distanza DA9 riguardante i lavori non elettrici;
  • le modifiche alla distanza di lavoro sotto tensione, con particolare riferimento alla bassa tensione;
  • le innovazioni nella modulistica relativa a tali lavori.

Per le aziende, conoscere la normativa sul rischio elettrico è essenziale non solo per adempiere agli obblighi di legge, ma anche per organizzare il lavoro in modo più sicuro e ridurre concretamente il rischio di infortuni, incendi e guasti agli impianti.

Rischio elettrico ed elettrocuzione

Il rischio elettrico può avere conseguenze gravi sulla salute dei lavoratori quando si verifica il passaggio di corrente attraverso il corpo umano, fenomeno noto come elettrocuzione o folgorazione. Questo evento può verificarsi in diverse modalità, a seconda del tipo di contatto con l'impianto elettrico.

  • Contatto diretto
    che si verifica quando il soggetto entra in contatto con una parte attiva dell'impianto elettrico, quindi normalmente in tensione;
  • Contatto indiretto
    che si verifica quando il soggetto entra in contatto con una parte dell'impianto normalmente non in tensione, ma che lo diventa a causa di un guasto o di un malfunzionamento;
  • Arco elettrico
    che si verifica quando una scarica elettrica attraversa l'aria tra due punti a differente potenziale, coinvolgendo il soggetto anche senza contatto diretto con l'impianto.

Effetti della corrente elettrica sul corpo umano

Gli effetti della corrente elettrica sul corpo umano possono variare in funzione di diversi fattori, tra cui l'intensità della corrente, la durata del contatto, il percorso della corrente nel corpo e le condizioni fisiche del soggetto. Anche correnti di bassa intensità possono risultare pericolose in determinate condizioni.

  • Tetanizzazione
    provoca una contrazione involontaria dei muscoli che può impedire al soggetto di staccarsi dalla fonte di corrente;
  • Arresto della respirazione
    la contrazione dei muscoli respiratori può impedire la normale ventilazione polmonare;
  • Fibrillazione ventricolare
    interferisce con il normale funzionamento del cuore, compromettendo la circolazione del sangue e risultando potenzialmente letale;
  • Ustioni
    il passaggio di corrente genera calore che può causare ustioni anche gravi, soprattutto nei punti di ingresso e uscita della corrente.

La gravità degli effetti dipende quindi dalle condizioni in cui avviene il contatto e dalla quantità di energia che attraversa il corpo. Per questo motivo è fondamentale prevenire il rischio elettrico attraverso adeguate misure di sicurezza e una corretta formazione dei lavoratori.

Rischio elettrico e pericolo di incendi

L'elettricità non comporta rischi solo per il corpo umano, ma può essere anche causa di incendi ed esplosioni in presenza di impianti difettosi, guasti o utilizzi non corretti delle apparecchiature elettriche. Tra le cause più frequenti rientrano:

  • cortocircuiti;
  • archi elettrici;
  • sovraccarichi;
  • componenti deteriorati o non adeguatamente mantenuti.

Per questo motivo è fondamentale che gli impianti siano correttamente progettati, verificati e sottoposti a manutenzione periodica, e che nei luoghi di lavoro siano adottate adeguate misure antincendio in relazione ai rischi presenti.

VEDI ANCHE: Estintori e Sicurezza sul Lavoro - Cosa dice la normativa di riferimento

Rischio elettrico e obblighi del datore di lavoro

A stabilire gli obblighi del datore di lavoro in materia di rischio elettrico è l'articolo 80 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Prevede l'adozione di tutte le misure necessarie affinché impianti, materiali, apparecchiature e dispositivi siano progettati, utilizzati e mantenuti in modo tale da proteggere i lavoratori dai pericoli derivanti dall'energia elettrica.

In particolare, il datore di lavoro deve mettere in atto misure di prevenzione e protezione adeguate per ridurre o eliminare i rischi connessi a:

  • contatti elettrici diretti;
  • contatti elettrici indiretti;
  • innesco e propagazione di incendi e di ustioni;
  • innesco di esplosioni;
  • fulminazione diretta ed indiretta;
  • sovratensioni;
  • altri fattori ragionevolmente prevedibili.

Tra gli obblighi del datore di lavoro rientrano anche la corretta manutenzione degli impianti, l'adozione di procedure di lavoro sicure, l'impiego di attrezzature idonee e la formazione dei lavoratori esposti. Un ruolo centrale è svolto dalla valutazione del rischio elettrico, indispensabile per individuare i pericoli presenti in azienda e definire le misure più adatte a prevenirli.

Come si effettua la valutazione del rischio elettrico

La valutazione del rischio elettrico è uno degli obblighi fondamentali del datore di lavoro previsti dal D.Lgs. 81/08 e rappresenta uno strumento essenziale per prevenire infortuni e garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Poiché l'energia elettrica è presente nella maggior parte delle attività lavorative, questa valutazione deve essere effettuata in tutte le aziende, indipendentemente dal settore. Il datore di lavoro è responsabile della valutazione, ma può avvalersi del supporto di figure competenti come RSPP, tecnici qualificati o consulenti esterni. L'obiettivo è individuare i pericoli, analizzare i rischi e definire le misure di prevenzione e protezione più adeguate.

In concreto, una corretta valutazione del rischio elettrico deve prendere in considerazione:

  • lo stato degli impianti elettrici e delle apparecchiature;
  • la conformità degli impianti e la presenza di verifiche e manutenzioni periodiche;
  • le caratteristiche dei luoghi di lavoro (ambienti umidi, polverosi o con rischio aumentato);
  • le attività svolte dai lavoratori, anche in prossimità di impianti o parti in tensione;
  • i possibili rischi associati, come contatti diretti e indiretti, arco elettrico, sovraccarichi e incendi;
  • l'adeguatezza delle procedure operative, dei dispositivi di protezione e della formazione del personale.

Il primo passo consiste nell'individuare le fonti di pericolo e i lavoratori esposti. Successivamente si procede alla stima del rischio, considerando la probabilità che si verifichi un evento dannoso e la gravità delle possibili conseguenze. Questo processo consente di stabilire le priorità di intervento e le misure di sicurezza da adottare.

I risultati della valutazione devono essere riportati nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve includere i pericoli individuati, le misure di prevenzione adottate e gli eventuali interventi di miglioramento. Il DVR deve essere aggiornato ogni volta che cambiano gli impianti, le attrezzature, i processi produttivi o l'organizzazione del lavoro. La valutazione del rischio elettrico non deve essere considerata un semplice adempimento formale, ma uno strumento concreto per ridurre incidenti, guasti e situazioni di pericolo. Una corretta analisi consente infatti di intervenire in modo mirato, migliorando la sicurezza e la gestione degli impianti all'interno dell'azienda.

Quali sono le misure di prevenzione per il rischio elettrico

Lo scopo della valutazione è proprio quello di trovare delle misure di prevenzione per eliminare o ridurre il rischio elettrico. Esse variano in funzione del contesto lavorativo ma, principalmente, esse includono:

realizzazione e adeguamento degli impianti a norma gli impianti elettrici devono essere progettati e installati secondo la normativa vigente, garantendo la protezione contro contatti diretti e indiretti;
manutenzione e verifiche periodiche gli impianti e le apparecchiature devono essere controllati regolarmente per individuare eventuali guasti, usura o anomalie;
utilizzo di dispositivi di protezione come interruttori differenziali, sistemi di messa a terra e protezioni contro le sovratensioni;
adozione di procedure di lavoro sicure definire modalità operative corrette, soprattutto per attività in prossimità di impianti elettrici o in condizioni particolari;
segnalazione e delimitazione delle aree a rischio utilizzo di cartellonistica, barriere e sistemi di sicurezza per evitare accessi non autorizzati;
uso di attrezzature idonee impiego di strumenti conformi e adeguati al tipo di lavoro, evitando l'utilizzo di apparecchiature danneggiate o non certificate;
formazione e informazione dei lavoratori i lavoratori devono essere adeguatamente formati sui rischi elettrici e sulle corrette procedure da seguire per operare in sicurezza.

L'efficacia delle misure di prevenzione dipende dalla loro corretta applicazione e dal costante aggiornamento in base all'evoluzione degli impianti, delle tecnologie e delle modalità operative. Per questo motivo è fondamentale integrare la prevenzione del rischio elettrico all'interno del sistema di gestione della sicurezza aziendale.

Rischio elettrico e lavoratori: le qualifiche PES, PAV e PEI

Nell'ambito dei lavori elettrici, la normativa tecnica CEI 11-27 introduce specifiche qualifiche professionali per i lavoratori che operano su impianti elettrici o in loro prossimità. Queste figure sono fondamentali per garantire lo svolgimento delle attività in condizioni di sicurezza.

  • PES (Persona Esperta);
  • PAV (Persona Avvertita);
  • PEI (Persona Idonea).

Queste qualifiche si applicano ai lavoratori che svolgono lavori elettrici, ovvero attività su impianti o parti in tensione, e definiscono il livello di competenza, esperienza e autonomia richiesto per operare in sicurezza. Per ottenere tali qualifiche è necessario seguire un percorso formativo specifico conforme alla normativa vigente. In questo contesto, il corso PES PAV PEI rappresenta la soluzione ideale per i lavoratori elettrici che devono acquisire le competenze tecniche e operative necessarie per intervenire sugli impianti in sicurezza.

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VEDI ANCHE: FAQ:PES, PAV, PEI

È importante sottolineare che il rischio elettrico non riguarda esclusivamente gli operatori elettrici. Anche lavoratori che non intervengono direttamente sugli impianti possono essere esposti al rischio durante le loro attività, ad esempio in ambienti dove sono presenti apparecchiature elettriche, macchinari o quadri elettrici. In questi casi, è fondamentale una formazione specifica sul rischio elettrico. Un corso dedicato al rischio elettrico rappresenta una soluzione efficace per tutti i lavoratori e per i datori di lavoro che vogliono comprendere i pericoli, adottare comportamenti corretti e migliorare la sicurezza all'interno dell'azienda. La formazione, quindi, assume un ruolo centrale nella prevenzione: consente di ridurre gli errori operativi, aumentare la consapevolezza dei rischi e garantire il rispetto degli obblighi normativi previsti in materia di sicurezza sul lavoro. Queste figure svolgono lavori diversi e hanno diverse responsabilità in base ai requisiti di cui sono in possesso, ma rimane per il datore di lavoro l'obbligo di provvedere alla loro formazione sul rischio elettrico tramite un apposito corso.

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