Estintori e Sicurezza sul lavoro: ecco cosa dice la normativa di riferimento

Tra i presidi volti ad attuare la lotta antincendio, l'estintore è quello più conosciuto e frequentemente utilizzato.
Nei luoghi di lavoro pubblici e privati la sua presenza è resa obbligatoria dalla legge per garantire un adeguato livello di protezione dal rischio incendio.
Oggi scopriremo quali sono le normative principali relative alla sicurezza sul lavoro che regolano l'utilizzo degli Estintori, dal numero obbligatorio, alla segnalazione, fino ad arrivare alle sanzioni per gli inadempienti.

Chi ha l'obbligo di avere estintori in azienda

L'obbligo di avere degli estintori ricade su determinate tipologie di aziende, ne consegue che le disposizioni cambino in base alle caratteristiche delle stesse, tuttavia si può dire che l'obbligo ricade su tutte le aziende con almeno un lavoratore diverso dal titolare.
Nello specifico, le aziende obbligate a munirsi di estintori portatili sono:

  • negozi che superano i 400 metri quadrati;
  • negozi che non superano i 400 metri quadrati con presenza di lavoratori;
  • uffici o aziende al cui interno sono presenti più di 300 persone;
  • esercizi pubblici come bar o ristoranti con almeno un lavoratore diverso dal titolare;

Bisogna ricordare però che dove non vige l'obbligo di estintori va comunque assicurato un idoneo livello di sicurezza antincendio, è il caso dei mezzi aziendali che, pur configurandosi come luoghi di lavoro, non sono soggetti a tale obbligo.

Numero e posizionamento degli Estintori

Per quanto riguarda il numero e il posizionamento degli estintori per ciascuna attività la legge non stabilisce un numero preciso ma prescrive delle misure minime di carattere generale valide per tutte le tipologie di azienda, ovvero:

  • posizionare almeno 1 estintore per piano (2 in caso di negozi superiori a 400 mq);
  • distanza che una persona deve percorrere per raggiungere l'estintore deve essere inferiore a 30 metri;
  • fissare l'estintore, preferibilmente, al muro e lungo le vie d'esodo;
  • prevedere almeno un estintore per ogni impianto a rischio di incendio specifico (esempio quadri elettrici);
  • stabilire il numero adeguato di estintori da disporre in base alla superficie aziendale (in media 1 ogni 150 mq)

Ricordiamo che in ogni caso la presenza degli estintori deve essere dovutamente segnalata con appositi cartelli.

Cura e Manutenzione degli Estintori

La Norma UNI 9994-1:2013, per garantire l'efficacia di questi presidi antincendio, detta i principi e le linee guida per la manutenzione degli estintori.
In primo luogo tutti i dispositivi devono essere muniti di un apposito cartellino di manutenzione in cui si indica:

  • numero di matricola e tutti gli estremi del dispositivo;
  • dati dell'azienda di manutenzione e/o della tecnico competente;
  • tipologia estintore, massa lorda e carica effettiva;
  • data di effettuazione dell'intervento manutentivo;
  • scadenza dei controlli vari;
  • codice di riferimento o punzone identificativo di colui che si occupa del controllo estintori;

Partendo da questo presupposto la normativa stabilisce che la manutenzione degli estintori avvenga secondo fasi ben specifiche, ovvero:

  1. controllo iniziale;
  2. sorveglianza;
  3. controllo periodico;
  4. revisione;
  5. collaudo;

proseguiremo analizzandole nello specifico.

1 - Controllo Iniziale

Si tratta di una fase che ha luogo al subentrare di una nuova ditta manutentrice, quando si rendono necessari tutti gli accertamenti volti a verificare che gli estintori non siano fuori servizio, ma bisogna anche verificare:

  • la correttezza delle marcature del dispositivo;
  • il libretto d'uso;

Tutti i dati rilevati durante il controllo iniziale devono pervenire alla persona responsabile.

2 - Sorveglianza

La sorveglianza, di per sè, non è circoscritta ad un'unica fase ma si configura come un costante controllo del dispositivo.
Non esistono normative che diano disposizioni tecniche, dunque non ci sono dei veri e propri termini entro i quali svolgerla, tuttavia è caldamente consigliato effettuarla con una certa regolarità per verificare che:

  • l'estintore siaintegro e privo di manomissioni;
  • il cartello di segnalazione sia ben visibile ed assolva la sua funzione;
  • l'estintore sia servibile in caso di emergenza;
  • l'indicatore di pressione indichi un valore che rientra nel campo verde;

3 - Controllo Periodico

Questa fase, invece, è regolata dalla legge che disciplina sia il soggetto che deve farlo che la periodicità dell'intervento.
Si tratta quindi di un controllo che deve essere eseguito da una persona competente massimo ogni 6 mesi.
Ecco cosa bisogna controllare durante questa fase:

  • la corretta compilazione del cartellino di manutenzione, con relativa punzonatura della data di effettuazione del controllo;
  • che il tipo e la carica di eventuali bombole di gas ausiliario rispettino indicazioni del produttore;
  • lo stato di carica degli estintori a biossido di carbonio tramite pesatura;
  • la pressione interna degli estintori a pressione permanente, servendosi di strumenti appropriati;

In questa fase andranno anche ripetuti tutti i controlli e le verifiche propri della fase di sorveglianza.

4 - Revisione

Anche la revisione deve essere effettuata da una persona competente, e si compone di interventi tecnici le cui tempiste sono disciplinati dalla legge in base alla tipologia dell'estintore secondo il seguente schema:

Tipologia di Estintore Periodicità Revisione
Estintori ad acqua o a schiuma con serbatoio in acciaio al carbonio plastificato ogni 24 mesi
Estintori a polvere ogni 36 mesi
Estintori ad acqua o a schiuma con serbatoi in accaio inox ogni 48 mesi
Estintori a Co2 ogni 60 mesi
Estintori ad idrocarburi alogenati ogni 72 mesi

gli interventi previsti invece sono:

  • esaminare l'interno degli estintori;
  • controllar tutte le parti e le componenti;
  • sostituire eventuali dispositivi di sicurezza;
  • sostituire agente estinguente, guarnizioni e valvole erogatrici, se il dispositivo ne è munito;

La data del controllo e il nome dell'azienda effettuata vanno annotati sul cartellino di manutenzione.

5 - Collaudo

Quella del collaudo è una misura preventiva finalizzata a controllare la stabilità dell'estintore stesso, una volta effettuato bisogna ricaricarlo e sostituire la valvola regolatrice.

Chi può usare gli estintori in caso di emergenza

Vedremo ora a quali persone è consentito l'utilizzo degli estintori in una emergenza incendio, specificando che, in virtù della formazione ricevuta, gli addetti alla prevenzione e alla lotta antincendio, sono sicuramente i più qualificati.
Tuttavia, l'articolo 20 del D.lgs 81 "obblighi dei lavoratori" al comma 2 lettera e) sancisce che il lavoratore deve:

"segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto [...] qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità [...] per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza"

Stando a questo articolo in caso di incendio un lavoratore può utilizzare un estintore, se il pericolo è grave ed incombente e l'addetto antincendio incaricato si trova distante dal punto in cui divampano le fiamme, o impossibilitato ad intervenire.
Tuttavia si consiglia al lavoratore di intervenire solo se in grado di farlo senza mettere a rischio la propria incolumità e, possibilmente, assistito da altre persone.

Multe e Sanzioni

Sono previstemulte dai 2.000€ ai 10.000€ e/o arresto dai 3 ai 6 mesi per mancata presenza di estintori nelle aziende in cui vige l'obbligo, invece è previsto l'arresto fino ad un anno e un'ammenda da 258€ a 2582 € per inadempienze come l'omissione della richiesta di rilascio o rinnovo del certificato.
VEDI ANCHE: Certificato Prevenzioni Incendi - cos'è, quando serve, aziende soggette, chi lo richiede

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