Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC): definizione, normativa, limiti e linee guida

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) rientra tra i rischi più diffusi all'interno delle aziende, ed è presente anche nei settori più impensabili. Si tratta di uno dei rischi da cui derivano più denunce di malattie professionali, ragion per cui ogni datore di lavoro deve prestare particolare attenzione e affrontare il tema con metodo e criterio, integrando la valutazione tecnica nel DVR. Nei paragrafi che seguono analizzeremo in modo chiaro e operativo cosa si intende per MMC, quali sono i limiti di peso di riferimento, come effettuare la valutazione del rischio e quali misure deve adottare concretamente il datore di lavoro per ridurre responsabilità e sanzioni.

Inoltre, per approfondire l'argomento e colmare le eventuali lacune formative, è altamente consigliato formare i lavoratori con uno specifico corso sulla movimentazione manuale dei carichi, progettato per fornire competenze pratiche, indicazioni operative e aggiornamenti normativi indispensabili per prevenire infortuni e malattie professionali.

Cosa si intende per movimentazione manuale dei carichi?

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) ha luogo quando i lavoratori sostengono o trasportano un carico mediante l'impiego della forza fisica.

Attenzione: è un errore comune pensare che il rischio comprenda solo le operazioni di sollevamento.

Secondo l'articolo 167 del D.Lgs 81/08, infatti, il rischio si estende anche ad attività come deposizione, spinta, traino, trasporto o spostamento, che per le loro caratteristiche del carico o condizioni ergonomiche sfavorevoli, possono causare patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare a carico del rachide dorso-lombare.

Il rischio non dipende esclusivamente dal peso sollevato, ma anche da:

  • frequenza e ripetitività delle operazioni;
  • posture incongrue o torsioni del busto;
  • distanza del carico dal corpo;
  • ambiente di lavoro inadeguato.

In presenza di MMC il datore di lavoro deve procedere alla valutazione del Rischio e alla stesura della relazione specifica da inserire all'interno del DVR, ma non finisce qui, perché la normativa prevede anche degli obblighi specifici.

Quali sono i principali obblighi del datore di lavoro?

In presenza di MMC il datore di lavoro deve, come prima cosa, verificare se essa possa essere eliminata o ridotta utilizzando attrezzature meccaniche, ausili tecnici o modificando il flusso di lavoro. L'eliminazione del rischio è sempre la misura prioritaria prevista dalla normativa tuttavia, quando non è possibile eliminare il rischio, il datore di lavoro deve adottare le misure previste dall'allegato XXXIII del Testo Unico per la sicurezza, ovvero:

  • organizzare i posti di lavoro in modo che la MMC assicuri condizioni di sicurezza e salute;
  • valutare le condizioni di sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione
  • adottare misure adeguate per evitare o ridurre i rischi di patologie dorso-lombari tenendo conto dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di lavoro e dell'attività svolta;
  • sottoporre i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41;

Visualizza l'Allegato XXXIII del D.lgs 81

Sanzioni per il datore di lavoro

Sono previste sanzioni penali e ammende nei casi di:

  • omessa valutazione del rischio;
  • mancata adozione di misure tecniche o organizzative;
  • carenza di formazione e informazione dei lavoratori.

Una gestione superficiale della MMC non espone solo a infortuni e malattie professionali, ma anche a conseguenze economiche e legali rilevanti.

Quali sono i limiti per la movimentazione manuale dei carichi?

Molti pensano che il limite di peso sollevabile sia 30 kg. Tuttavia, la normativa vigente non prevede un limite fisso valido per tutti. Nonostante ciò, le norme tecniche forniscono valori di riferimento indicativi, per i limiti di peso sollevabili differenziati per età e sesso del lavoratore. Ecco uno schema:

Età Uomini Donne
16 - 18 anni 19 kg occasionali;
14 kg frequenti;
12 kg occasionali;
9 kg frequenti;
18 - 20 anni 23 kg occasionali;
17 kg frequenti;
14 kg occasionali;
10 kg frequenti;
20 - 35 anni 25 kg occasionali;
19 kg frequenti;
15 kg occasionali;
11 kg frequenti;
35 - 50 anni 21 kg occasionali;
16 kg frequenti;
13 kg occasionali;
10 kg frequenti;
oltre 50 anni 16 kg occasionali;
12 kg frequenti;
10 kg occasionali;
7 kg frequenti;

Per le lavoratrici in gravidanza, i valori di riferimento si riducono ulteriormente. Nei primi 6 mesi, indipendentemente dall'età, è opportuno non superare:

  • 10 kg per sollevamenti occasionali;
  • 5 kg per sollevamenti frequenti.

Dal settimo mese di gravidanza, in un'ottica di tutela della salute della lavoratrice e del nascituro, è consigliabile evitare attività che comportino sollevamento o movimentazione manuale di carichi.

Come si effettua la valutazione del rischio da MMC?

La valutazione del rischio deve essere effettuata secondo criteri ergonomici riconosciuti a livello internazionale, richiamati dalla UNI ISO 11228 e dalla guida applicativa ISO/TR 12295. Il processo di valutazione può articolarsi in due fasi:

  1. Valutazione preliminare (quick assessment)
    Consente di individuare rapidamente situazioni a rischio trascurabile, dubbio o elevato;
  2. Valutazione di dettaglio
    Necessaria quando il rischio non è chiaramente accettabile e richiede l'applicazione di metodi analitici specifici.

A seconda della tipologia di attività svolta, si applicano le seguenti metodologie:

Metodo Riferimento norma Ambito di applicazione Cosa determina
NIOSH ISO 11228-1 Sollevamento e abbassamento Indice di sollevamento (LI) e peso limite raccomandato
Snook & Ciriello ISO 11228-2 Spinta e traino Valori limite raccomandati di forza iniziale e mantenimento
OCRA ISO 11228-3 Movimenti ripetitivi arti superiori Indice di esposizione al rischio da sovraccarico
MAPO Linee guida settore sanitario Movimentazione pazienti Indice specifico per il settore sanitario

La valutazione deve considerare variabili come:

  • peso del carico;
  • frequenza dei sollevamenti;
  • distanza verticale e orizzontale;
  • torsioni e asimmetrie;
  • qualità della presa;
  • tempi di recupero.

In presenza di attività complesse o multicompito, possono essere utilizzati indici compositi per stimare l'esposizione complessiva. Per il datore di lavoro, l'obiettivo non è solo attribuire un livello di rischio, ma individuare le misure correttive più efficaci, vediamo quali sono.

Esempi di misure da implementare per ridurre il rischio MMC

Una volta effettuata la valutazione del rischio, il datore di lavoro deve individuare e applicare misure concrete di prevenzione. Le azioni possono essere suddivise in misure tecniche, organizzative e formative.

Per quanto riguarda le misure tecniche possiamo citare:

  • introduzione di carrelli, transpallet o sollevatori meccanici;
  • utilizzo di tavoli regolabili in altezza;
  • riduzione del peso unitario dei colli;
  • miglioramento delle prese (maniglie, imballaggi ergonomici);
  • eliminazione di dislivelli o pavimentazioni irregolari;
  • posizionamento dei carichi tra altezza ginocchia e spalle.

Invece, per le misure organizzative, le più diffuse sono:

  • rotazione delle mansioni per limitare la ripetitività;
  • riduzione della frequenza dei sollevamenti;
  • pianificazione delle pause di recupero;
  • suddivisione dei carichi pesanti tra più lavoratori;
  • riorganizzazione dei flussi logistici per ridurre le distanze di trasporto.

La formazione obbligatoria

La movimentazione manuale dei carichi rientra tra i rischi specifici che devono essere trattati nella formazione dei lavoratori ai sensi dell'art. 37 del D.Lgs 81/08. Quando una mansione prevede attività di sollevamento, trasporto, spinta o traino, il datore di lavoro deve garantire una formazione coerente con il rischio effettivamente presente.

Che succede se un lavoratore già formato viene successivamente adibito ad attività che comportano MMC?
In questo caso non è necessario ripetere l'intero percorso formativo, ma occorre integrare la formazione con un approfondimento mirato che consenta di aggiornare la preparazione dei lavoratori e garantire coerenza tra DVR, mansione svolta e formazione erogata.

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Movimentazione Manuale dei Carichi Corretta

Chiudiamo con delle linee guida semplificate che il datore di lavoro può fornire ai lavoratori per assicurarsi che svolgano le loro mansioni in sicurezza:

  • verificare il peso del carico;
  • controllare il carico e capire se presenta caratteristiche che potrebbero costituire fonte di rischio o instabilità (spigoli, scivolosità ecc).;
  • assicurarsi che l'oggetto da sollevare sia in una posizione di partenza stabile;
  • utilizzare i DPI eventualmente forniti dal datore di lavoro;
  • indossare indumenti adeguati e che non costituiscano aggravanti per il rischio;
  • posizionarsi in modo tale che le gambe siano bene aperte, con un piede a fianco del carico e l'altro dietro il carico.
  • fare leva sulle gambe e mantenere eretta la schiena;
  • mantenere la presa con entrambe le mani;
  • tenere il carico vicino al busto ed evitare torsioni, inclinazioni e altri movimenti bruschi;
  • assicurarsi che la mole del carico non ostruisca la vista di eventuali ostacoli;
  • non spingere o prendere un carico oltre i 30 cm dall'asse del corpo;
  • appoggiare il carico correttamente su basi e strutture solide;
  • evitare, il più possibile, di movimentare carichi a terra o sopra l'altezza della propria testa;

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