FAQ: Lavoratori

Scopri cosa dice la normativa disciplinata dal D.Lgs 81/08 riguardo la formazione e informazione dei lavoratori riguardo ai rischi presenti in azienda e alle rispettive misure di sicurezza.

Di seguito troverete tutte le risposte alle domande più frequenti riguardanti la figura del lavoratore a cui risponderemo rifacendoci al D.lgs 81/08:

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Qual è la definizione di Lavoratore per il D.lgs 81/08?

Il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro definisce il lavoratore come l'individuo che svolge un attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato.
La normativa specifica appositamente che il tipo di contratto e la retribuzioni sono irrilevanti al fine di individuare la figura del "lavoratore", anche chi svolge un'attività lavorativa alle dipendenza di un datore di lavoro per imparare un mestiere e non percepisce retribuzione rientra in questa categoria.
Tutto ciò perchè anche chi non ha un contratto da dipendente è soggetto, per quanto riguarda la sicurezza, agli stessi rischi e di conseguenza alle stesse norme per la protezione e la prevenzione.
In sintesi appartengono a questa categoria:

  • lavoratore con contratto da dipendente;
  • lavoratore a progetto;
  • lavoratore interinale;
  • lavoratore a chiamata;
  • artigiano;
  • tirocinante;
  • apprendista;

Soltanto gli addetti ai servizi domestici e familiari, come colf o badanti ad esempio, non rientrano in questa definizione.

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Quali sono gli obblighi del datore di lavoro per la formazione dei lavoratori?

Gli obblighi del datore di lavoro nei confronti della somministrazione della formazione ai dipendenti è disciplinata da due articoli in particolare:

  • Art. 36;
  • Art. 37;

L'articolo 36 dice chiaramente che il datore di lavoro deve provvedere a informare il lavoratore su:

  • rischi per salute e sicurezza connessi all'attività svolta nell'impresa in generale;
  • procedure di primo soccorso, lotta antincendio, evacuazione;
  • nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di sicurezza;
  • nominativi di RSPP ed RLS;
  • rischi specifici a cui è esposto in relazione alla mansione svolta;
  • pericoli connessi all'uso di sostanze e elementi pericolosi;
  • misure e attività di protezione e prevenzione adottate;

L'articolo 37 invece obbliga il datore di lavoro ad assicurare una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto a:

  • concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza;
  • rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda;
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Quali sono gli obblighi del lavoratore per la sicurezza?

La normativa stabilisce degli obblighi e dei doveri che il lavoratore deve osservare per essere il primo garante della sicurezza in azienda.
Tali obblighi sono dettagliatamente esposti nel D.Lgs 81/08 che, inoltre, stabilisce che in caso di eventuali azioni irregolari o omissioni, la responsabilità sia del lavoratore.
Riassumendo, tra i doveri principali dei lavoratori abbiamo:

  • Collaborare con il datore di lavoro
  • rispettare le norme e le istruzioni del datore di lavoro in materia di sicurezza;
  • utilizzare attrezzature, macchinari, mezzi di trasporto ed eventuali sostanze tossiche con modalità adeguate;
  • utilizzare correttamente i DPI, o Dispositivi di Protezione Individuale;
  • segnalare tempestivamente al datore di lavoro qualsiasi condizione di pericolo;
  • non manomettere i dispositivi di sicurezza;
  • non agire autonomamente in operazioni o manovre che possono mettere a rischio gli altri lavoratori;
  • prendere parte ai percorsi formativi e di addestramento predisposti dal datore di lavoro;
  • sottoporsi ai controlli sanitari;
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Quali sono i diritti del lavoratore per la sicurezza?

A fronte della precedente lista di doveri, i lavoratori hanno dei diritti relativi alla sicurezza, da far valere sul posto di lavoro, e sono:

  • astenersi dal riprendere l'attività lavorativa nelle situazioni in cui persista un pericolo grave ed immediato;
  • allontanarsi dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, senza subire pregiudizi o conseguenze per il loro comportamento (in caso di pericolo grave ed immediato e che non può essere evitato);
  • in caso di pericolo grave ed immediato nella impossibilità di contattare un superiore gerarchico o un idoneo referente aziendale, prendere misure atte a scongiurarne le conseguenze, senza subire pregiudizi per tale comportamento (salvo che questo sia viziato da gravi negligenze);
  • di effettuare le visite sanitarie;
  • ricevere i DPI;
  • ricevere una formazione base sulla sicurezza sul lavoro e una formazione specifica a secondo del livello di rischio dell'azienda;
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Qual è la definizione di formazione e informazione per lavoratori?

Formazione e Informazione dei lavoratori sono due termini strettamente correlati che ricorrono con frequenza nel mondo della sicurezza sul lavoro, la loro definizione è data dal Testo Unico:

  • Informazione
    Viene definita come l'insieme di attività svolte per fornire al lavoratore le conoscenze idonee a identificare ed evitare, o quantomeno ridurre quanto possibile i rischi per la salute e la sicurezza. Si configura quindi come una trasmissione di concetti e nozioni da parte di un soggetto esperto (spesso definito soggetto formatore) ad un lavoratore neofita.
  • Formazione
    La formazione per lavoratori è un processo correlato al precedente ma molto più complesso, poiché il suo scopo è far loro acquisire le competenze adatte a mettere in atto le conoscenze ottenute tramite l'informazione e impegnarsi attivamente nel processo di identificazione, riduzione e gestione dei rischi all'interno della propria azienda.
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Quando deve avvenire l'attività di informazione e formazione?

D.Lgs 81/08 e Accordo Stato Regioni stabiliscono l'obbligatorierà e le tempistiche entro cui dare il via alle attività di formazione informazione.
Nella fattispecie predispongono per il datore di lavoro l'obbligo di somministrare la formazione al lavoratore ancor prima che esso inizi a svolgere le proprie mansioni.
Nel caso in cui non fosse possibile assolvere l'obbligo formativo secondo tali termini, la normativa concede una sorta di proroga, stabilendo che ci sia un limite massimo di 60 giorni dall'avvenuta assunzione.
Specifichiamo che il suddetto numero di giorni indica il limite massimo entro cui il percorso formativo deve concludersi e non quello entro cui deve iniziare.
Un'ulteriore azione formativa e informativa deve essere intrapresa dal datore di lavoro nei confronti del lavoratore ad ogni cambiamento del processo lavorativo o ad ogni cambio di mansione.

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Ogni quanto tempo va fatto l'aggiornamento?

Tutti i lavoratori sono obbligati dalla normativa in vigore a rinnovare il loro attestato di formazione ogni 5 anni, seguendo un corso di aggiornamento della durata di 6 ore, che è uguale per tutti i lavoratori indipendentemente dal livello di rischio aziendale.

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La formazione dei lavoratori viene realizzata in orario di lavoro?

Si! Chiariamo subito che le attività di formazione e informazione, come quella di addestramento, devono essere somministrate al lavoratore durante l'orario lavorativo e non devono in alcun modo causare impedimenti o comportare oneri economici a carico di quest'ultimo.

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Chi paga i corsi di formazione?

Da quanto detto in precedenza ovvero che i corsi di formazione non devono comportare oneri economici a carico dei lavoratori si deduce che per il Testo Unico a sobbarcarsi le spese deve essere il Datore di Lavoro.

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Quali sono i contenuti dei corsi di formazione?

I contenuti dei corsi di formazione per lavoratori sono disciplinati dai seguenti riferimenti normativi:

  • Art. 37 Dlgs 81/08;
  • Accordo Stato - Regioni 223 del 21/12/2011;
  • Accordo Stato - Regioni del 7/7/16

In essi, tra le altre cose, si stabilisce che il loro programma sia essenzialmente diviso in due parti:

  • Parte generale (comune a tutti);
  • Parte specifica (che cambia in base ai rischi specifici);

Quali sono i contenuti della parte generale?

I contenuti della parte generale del corso sono comuni per tutti i lavoratori, in quanto conferiscono le conoscenze base sulla sicurezza sul lavoro, soffermandosi sui cenni normativi, sulle definizioni e su tutto quello che può tornare utile per la comprensione della parte successiva ben più settorializzato.
Nello specifico, nelle varie lezioni che compongono la parte generale verranno affrontati argomenti come:

  • Principi generali che ispirano Il Dlgs 81/08;
  • Evoluzione normativa della sicurezza sul lavoro;
  • Concetti di Infortuni e malattie professionali;
  • Introduzione al servizio di prevenzione e protezione;
  • Definizione degli attori della sicurezza;
  • Concetto di rischio, di analisi e valutazione dei rischi;
  • I DPI (dispositivi di protezione individuale);
  • Adempimenti per la Sicurezza

Quali sono i contenuti della parte specifica?

Quella specifica è la parte più approfondita della formazione dei lavoratori e, come accennato in precedenza, non è la medesima per tutti i lavoratori.
Essa si differisce in base al Codice ATECO dell'azienda in cui il dipendente è chiamato a svolgere le proprie mansioni e si divide in:

  • formazione lavoratori a rischio basso;
  • formazione lavoratori a rischio medio;
  • formazione lavoratori a rischio alto;

In questa parte, che avrà una durata variabile a seconda del livello di rischio, verranno affrontati temi e contenuti correlati al tipo di lavoro effettuato.

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Quante ore durano i corsi?

Risponderemo a questa domanda schematizzando i dati numerici in un'apposita tabella:

Tipo di Corso Durata
Parte Generale 4 ore
Parte Specifica rischio basso 4 ore
Parte Specifica rischio medio 8 ore
Parte Specifica rischio alto 12 ore
Corso di Aggiornamento 6 ore
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I corsi di formazione hanno validità se svolti online?

Secondo Accordi Stato-Regioni del 2011 che disciplina l'erogazione dei corsi di sicurezza sul lavoro in e-learning, è possibile svolgere in tale modalità soltanto:

  • la parte generale di 4 ore;
  • la parte specifica a rischio basso di 4 ore;
  • il corso di aggiornamento di 6 ore;

Questo significa che i lavoratori impiegati in aziende a rischio basso potranno seguire la totalità sia del corso di formazione che quello di aggiornamento su piattaforfma e-learning, mentre le altre due categorie di lavoratori, rischio medio e alto, potranno servirsene solo per la parte generale e l'aggiornamento e dovranno integrare la rispettiva parte specifica con delle lezioni in aula frontale o aula virtuale (videoconferenza).

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