Valutazione del rischio fulminazione: ecco cosa dice la normativa

La maggior parte dei rischi che il datore di lavoro è chiamato a valutare per assicurare un alto livello di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dipende dall'organizzazione aziendale, dalla tipologia di lavoro, dai macchinari usati. In questo articolo, tuttavia, approfondiremo un rischio che deve essere oggetto di valutazione ma dipende, non tanto dalle caratteristiche del lavoro, quanto da fattori ambientali: parliamo del rischio da fulminazione. Scopriamo cosa dice la normativa a riguardo e come procedere alla sua valutazione.

Rischio fulminazione: La normativa

Partiamo citando il riferimento normativo per eccellenza in quanto a sicurezza sul lavoro, ovvero il D.Lgs 81/08, prendendo in esame 2 articoli in particolare:

  • Articolo 80;
  • Articolo 84.

Secondo il comma 1 lettera e) dell'articolo 80 il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie a proteggere i lavoratori dal rischio di fulminazione diretta e indiretta. Stando a questa disposizione si può affermare che è obbligatorio effettuare la valutazione del rischio.
L'articolo 84, invece, impone il datore di lavoro a provvedere a proteggere dagli effetti deleteri dei fulmini:

  • gli edifici;
  • gli impianti;
  • le strutture;
  • le attrezzature.

La messa in atto di tali protezioni deve essere effettuata rifacendosi alle norme di buona tecnica.

Oltre al Testo Unico per la sicurezza, in materia di rischio da fulminazione è necessario prendere in esame la nuova normativa CEI EN 62305-2 la quale, da marzo 2013, definisce le modalità per effettuare la valutazione del rischio.

Altre indicazioni a riguardo vengono fornite da un documento pubblicato dall'INAIL che risale al 2016, all'interno del quale figurano dati ed informazioni su:

  • attività di controllo svolte dall'INAIL;
  • procedure per la valutazione del rischio.

Valutazione del rischio fulminazione: chi la fa?

Effettuare la valutazione del rischio fulminazione, come indicato dall'articolo 80 del testo unico, è un obbligo che grava sul datore di lavoro, il quale dovrà provvedere ad effettuarla allo scopo di predisporre una giusta protezione dagli effetti di tale rischio anche facendo ricorso all'esperienza di un tecnico specializzato in materia.

Per effettuare la valutazione, il datore di lavoro dovrà prendere in esame:

  1. le caratteristiche ambientali;
  2. la densità dei fulmini nella zona interessata (Calcolata secondo la norma CEI EN IEC 62858);
  3. la tipologia della struttura;
  4. le caratteristiche degli impianti e delle apparecchiature presenti;
  5. l'impatto ambientale di eventuali danni da fulminazione;
  6. l'ammontare economico e sociale delle perdite;
  7. il costo di eventuali riparazioni.

Dopo aver effettuato tali valutazioni bisognerà procedere con:

  1. il confronto con il valore di rischio tollerabile;
  2. l'adozione di un opportuna protezione dai fulmini (se il valore di rischio tollerabile è superato);
  3. la redazione di un documento da integrare nel DVR.

Rischio fulminazione: classificazioni della norma CEI EN 62305-2

La norma CEI ha individuato delle classificazioni dei diversi eventi e degli effetti legati al rischio fulminazione, basandosi principalmente su:

  • Cause di danno;
  • Tipi di danno;
  • Tipi di perdita.

Le cause di danno vengono indicate dalla Lettera S con una numerazione da 1 a 4 in base alle caratteristiche del fulmine secondo il seguente schema:

Classificazione Cosa indica
S1 Fulmine sulla struttura
S2 Fulmine in prossimità della struttura
S3 Fulmine sulle linee entranti
S4 Fulmine in prossimità delle linee entranti

I tipi di danno, invece, sono indicati con la lettera D e con la numerazione da 1 a 3 come di seguito:

Classificazione Cosa indica
D1 Danno ad esseri viventi per elettrocuzione
D2 Fuoco, esplosioni, effetti chimici, distruzioni meccaniche e danni materiali in generale
D3 Fallimento o Malfunzionamento dei sistemi elettronici a causa delle sovratensioni

In fine, ecco come vengono classificati i tipi di perdita, identificati dalla lettera L e dalla numerazione da 1 a 4:
Vengono classificati con la lettera L, ovvero:

Classificazione Cosa indica
L1 Perdita di vite umane o danni permanenti a persone
L2 Perdita di servizi pubblici
L3 Perdita di patrimonio culturale insostituibile
L4 Perdita di valore economico

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